LA PAURA DEL SAGGIO PATRICK ROTHFUSS PDF

I suoi contrasti con Ambrose sfociano in nuovi e continui dispetti tra i due tra cui spicca la somministrazione di un veleno a Kvothe che quasi lo fa finire in guai molto seri con i maestri e con la sua usuraia Devi che viene ingiustamente sospettata da Kvothe di essere la responsabile della somministrazione del veleno. A questo punto Kvothe viene accusato di stregoneria e processato. Dopo lunghe ricerche, trovano il campo dei banditi e uccidono tutti i banditi tranne il loro capo. Sulla via del ritorno a Severen, il gruppo di Kvothe si imbatte nella bellissima Felurian, che soggioga per qualche tempo Kvothe trascinadolo nel regno di Fae e dal quale Kvothe riesce a uscirne dopo molto tempo soggettivo, mentre al di fuori del regno di Fae, solo poche ore sono trascorse. Durante la ricerca dei banditi, Tempi, uno dei mercenari del suo gruppo, comincia ad istruirlo alle vie del Ketan e del Lethani, una filosofia di vita e combattimento.

Author:Tegrel Niran
Country:Argentina
Language:English (Spanish)
Genre:Health and Food
Published (Last):18 December 2004
Pages:98
PDF File Size:2.60 Mb
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ISBN:247-6-15234-767-8
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I nomi sono importanti, dato che dicono molto a proposito di una persona. Gli Adem mi chiamano Maedre. I miei capelli sono di un rosso vivido. Li tengo corti, ma sono ribelli. Sebbene a posteriori suppongo che possa essere considerato quantomeno parzialmente profetico. Sono stato chiamato Shadicar, Ditoleggero e Sei Corde. Mi sono guadagnato quei nomi. Li ho acquistati e ne ho pagato il prezzo.

Ma fui cresciuto come Kvothe. Naturalmente, sono stato chiamato con molti altri termini. Molti di questi sono rudi, anche se pochi erano immeritati. Ho sottratto principesse a re dormienti nei tumuli. Ho percorso alla luce della luna sentieri di cui altri temono di parlare durante il giorno. Ho parlato a Dei, amato donne e scritto canzoni che fanno piangere i menestrelli.

Potresti aver sentito parlare di me. Qualche giorno fa ho terminato La paura del saggio, romanzo scritto benissimo. Se li paragoniamo ai fan di George R. Martin quelli di Patrick Rothfuss possono considerarsi fortunati. Sia Rothfuss che Martin sono stati pesantemente criticati, e si sono visti costretti a spiegare sui rispettivi blog le ragioni del ritardo. E che il romanzo fosse attesissimo lo dimostrano le classifiche di vendita, con il primo posto raggiunto in quella del New York Times.

Non che non finisce la saga, questo lo sapevamo da prima, ed era vero anche per i romanzi precedenti. No, sono i singoli libri a non finire, anche se lo fanno in modo diverso. E per un altro personaggio viene lasciato tutto in sospeso. E poi ci sono altre trame lasciate in sospeso, troppo in sospeso.

Molto lungo, innanzitutto. Il nome del vento era composto da pagine, diventate nella traduzione italiana in quella tascabile, la versione che possiedo io. Alla fine, a fronte di un Nome del vento composto da Meno della lunghezza limite, anche se non di molto. E questo nonostante tutti i suoi tentativi di essere sintetico. Peccato che di solito i libri abbiano un finale importante, che dona significato al tutto.

Qui il finale manca. La paura del saggio non lo dice. Kvothe prosegue i suoi studi, e continua a cacciarsi nei guai. Affascinanti, ma aggiungono ben poco di nuovo. Primo, i nostri nomi ci foggiano, e noi a nostra volta foggiamo i nostri nomi. Elodin attese, il suo sguardo fisso su di noi. Forse in futuro. Si contraddice? No, ma per sapere cosa significhino queste frasi dovete leggere il libro. Parola per parola, nome per nome. Che, come tutti sanno, non esistono.

E questo brano mi fa pensare alla fine infinita della Storia infinita di Michael Ende, o al cameo di Robert Jordan in La lama dei sogni. In fondo, tutto quello che i bravi scrittori scrivono si avvera, nei loro libri.

Ci insegnano come ragionare.

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La paura del saggio de Patrick Rothfuss

I nomi sono importanti, dato che dicono molto a proposito di una persona. Gli Adem mi chiamano Maedre. I miei capelli sono di un rosso vivido. Li tengo corti, ma sono ribelli. Sebbene a posteriori suppongo che possa essere considerato quantomeno parzialmente profetico. Sono stato chiamato Shadicar, Ditoleggero e Sei Corde.

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