KRAUTHEIMER TRE CAPITALI CRISTIANE PDF

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Author:Kajiran Dougal
Country:Andorra
Language:English (Spanish)
Genre:Relationship
Published (Last):2 August 2004
Pages:425
PDF File Size:14.60 Mb
ePub File Size:18.49 Mb
ISBN:805-6-76126-628-1
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Topografia e politica, trad. Roma III. Milano Abbreviazioni 4 47 89 Storia dellarte Einaudi Capitolo primo Roma La mappa di Roma qual era il 28 ottobre del , giorno in cui Costantino sconfisse Massenzio ai Saxa Rubra ovvero, come la si chiama comunemente, nella battaglia di Ponte Milvio ed entr in Roma come dominatore unico e incontestato della met occidentale dellimpero, abbastanza ben conosciuta fig. Le turrite mura costruite quarantanni prima dagli imperatori Aureliano e Probo, e pertanto denominate Mura Aureliane, si sono ben conservate fino ai nostri giorni nella loro totale lunghezza di dodici miglia, circa diciotto chilometri, che cingono sulla riva orientale del Tevere la massima parte della citt antica, e, sulla riva occidentale, trans Tiberim, Trastevere.

Strade provenienti da tutto il mondo conosciuto vi penetravano attraverso sedici porte, maggiori e minori, proseguendo come arterie principali verso il centro della citt, la sua zona di rappresentanza monumentale e amministrativa, idealmente tuttora il cuore dellimpero. Qui, Romani e forestieri insieme restavano a bocca aperta dinanzi ai simboli della potenza di Roma: sul Campidoglio i templi di Giove e di Giunone; sul Palatino i palazzi imperiali, residenza ufficiale degli imperatori quando si trovavano a Roma.

Ai piedi del Campidoglio e del Palatino si estendeva il Foro Romano con i suoi templi, statue e archi trionfali, con la Curia del Senato e la Basilica Giulia, ricostruite ambedue da Diocleziano intorno al , e Storia dellarte Einaudi Richard Krautheimer Tre capitali cristiane con le nuovissime e pi grandiose aggiunte, impostate tra il e il da Massenzio, appena completate: il Tempio di Venere e Roma, da lui interamente ricostruito; una sala che oggi ospita la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, ma che originariamente, si presume, fosse laula dudienza del prefetto urbano, con anteposto un vestibolo rotondo con cupola; e, situata fra que- 1.

La Roma di Costantino verso il d. In base a un disegno di J. Storia dellarte Einaudi Richard Krautheimer Tre capitali cristiane sti due edifici, la Basilica Nova, le cui mura massicce e le cui volte a cassettoni tuttora torreggiano al di sopra del tratto in salita verso est della Via Sacra. Ancora pi ad est di quellaltura, il Colosseo, costruito sullo scorcio del i secolo, sorge ancor oggi in tutta la sua altezza.

A nord del Foro Romano si aprivano luno accanto allaltro i Fori Imperiali realizzati da Cesare e Augusto fino a Vespasiano, Nerva e Traiano: quello di questultimo era il pi grandioso, dominato dalla sua basilica, dal tempio e dallomonima colonna; il cortile antistante si dilata in immensi emicicli, dei quali quello destro sormontato dai Mercati Traianei, alta costruzione nella quale file di botteghe, a ciascun piano, davano su passaggi con o senza volte.

Al di l del Campidoglio si estendeva il Campo Marzio: verso nord fino al Mausoleo di Augusto; verso ovest fino al ponte sul Tevere a valico del fiume verso il Mausoleo di Adriano, Castel SantAngelo; e verso sud fino ai piedi dellAventino. Questarea, che copriva allincirca un quarto dellintera superficie della citt, era tutta marmi e dorature, pretenziosa, si pu temere, quanto lattuale Vittoriano su piazza Venezia.

Discosti da questa spettacolare esibizione di grandiosit, coloro che detenevano il potere abitavano in una cintura di verde che si estendeva tanto allinterno quanto allesterno delle Mura Aureliane; le loro dimore, liberamente confinanti attraverso giardini e parchi, si dispiegavano in unampia mezzaluna attraverso i colli, ove laria era salubre e fresca, dal Pincio al Quirinale e allEsquilino fino al Celio e allAventino e, oltre il fiume, fino Storia dellarte Einaudi Richard Krautheimer Tre capitali cristiane al Gianicolo.

Limmenso padiglione di giardino, erroneamente denominato Tempio di Minerva Medica, non pi avvolto nel verde comera ancora un secolo fa ma in deprimente vicinanza con lo scalo ferroviario; le rovine degli Orti Sallustiani, similmente in deperimento, non lontano da Via Vittorio Veneto; i resti del palazzo Sessorio presso Santa Croce in Gerusalemme, accanto alle mura del bordo sud-orientale della citt; quelli di unaltra lussuosa villa sepolta sotto la Bibliotheca Hertziana nel settore urbano nord: questi ruderi tuttora contrassegnano i siti di tali dimore sontuose, molte delle quali di propriet imperiale allinizio del iv secolo2.

Tutto sommato, la fascia verde dellantica Roma, mille e settecento anni fa, non era dissimile da quella che avviluppava la citt ancora nel xix secolo, prima che le immense ville e i parchi delle grandi famiglie romane gli Aldobrandini, i Ludovisi, i Massimo o gli uliveti e le vigne dei ricchi conventi, come quello dei Santi Giovanni e Paolo a sud del Colosseo, cadessero preda della speculazione edilizia.

Intorno al 3oo d. Compressa tra la cintura verde e la grande area di rappresentanza, ristretta nelle valli fra i colli e nelle parti basse dellurbe la citt bassa lungo il fiume, in Trastevere e attorno a Monte Testaccio, sempre minacciata da inondazioni ed epidemie , la massa della popolazione viveva in stamberghe, casette e case di appartamenti di ogni dimensione e forma e realizzate con materiali edilizi di ogni sorta: molte solidamente costruite, alte quattro e pi piani, e sviluppate in lunghezza su otto o nove campate; altre piccole e in materiale sca- Storia dellarte Einaudi Richard Krautheimer Tre capitali cristiane dente.

Tali casamenti insulae che di norma ospitavano al pianterreno botteghe, forni, laboratori o piccoli impianti termali si allineavano lungo strade strette, maleodoranti e rumorose come oggi a Napoli o a Fez, oscure, affollate, spesso valicate da archi, quali ancora si possono vedere sul Clivo di Scauro e qua e l in Trastevere. Di tanto in tanto una dimora padronale, piccola o grande, si era inserita o era sopravvissuta dai tempi antichi, serrata dalle case in affitto in perpetua espansione.

Tali zone di casamenti in affitto, per la verit, protendevano lunghi tentacoli sia nella cintura verde che nella zona di rappresentanza; sopravvivono, incorporate nella costruzione dei Santi Giovanni e Paolo sul Clivo di Scauro, fra le ville sul Celio, le pareti di tre grandi corpi di questo tipo; le rovine di un altro sorgono ai piedi stessi dei Campidoglio, e altri ancora sono incorporati entro la chiesa di SantAnastasia sotto il Palatino: ambedue nel cuore del centro monumentale di Roma.

Come ancor oggi accade nella citt vecchia convivevano fianco a fianco i Costaguti e il piccolo ciabattino, il ricco e il povero, ledificio pubblico e lo squallore. La grande pianta in marmo di Roma, datata allinizio del iii secolo, e i regionaria, repertori topografici del iv secolo, presi insieme danno abbastanza lidea delle strade strette, delle insulae con le botteghe al pianterreno, e del mescolarsi di lusso e miseria3. Il numero stesso di casamenti da affitto e di tuguri, nonch di dimore signorili e di parchi, lo splendore dorato dei templi e degli edifici pubblici, i fori e le strade, e il labirinto delle centinaia di vicoli strettissimi, riflettevano una Roma che nella mente dei contemporanei, fossero tradizionalisti o innovatori, restava ancora il vero caput mundi.

Era ancora lunica capitale legittima dellimpero, malgrado le nuove residenze imperiali per ogni dove a York e a Treviri, a Milano e a Nicomedia, a Tessalonica e ad Storia dellarte Einaudi Richard Krautheimer Tre capitali cristiane Antiochia dalle quali, fin dagli ultimi decenni del iii secolo, i successivi imperatori di fatto avevano governato limpero. Questa era limmagine di Roma quando Costantino conquist la citt. Poco dopo, egli decise di costruire una cattedrale per la comunit cristiana di Roma e il suo vescovo, presumibilmente come ex voto a Cristo che gli aveva concesso la vittoria: lecaristrion che Costantino, come ci narra Eusebio, poi offr come ec, cio come voto, consisteva forse pi in questa cattedrale che in una semplice preghiera di ringraziamento.

La dedicatio, latto di fondazione, di rinuncia alla propriet, sar certamente caduto entro linverno del ; forse in realt bench sia una congettura ebbe luogo fin dal 9 novembre, tredici giorni dopo la conquista, davvero sollecitamente. Come sito per il nuovo edificio limperatore scelse unarea sul colle Celio, assai esterna nellangolo sud-orientale della citt, e appena dentro le mura. Doveva, cos, sorgere lungo le ricche dimore della cintura verde, in una zona a giardino, pi o meno quale sorgeva ancora un centinaio danni fa5.

Intorno al parte delle case signorili vicine erano ormai da lungo tempo propriet privata dellimperatore, come quelle confiscate da Nerone alla famiglia dei Laterani da qui il nome della zona o le due ville contigue della madre e del nonno di Marco Aurelio, dove si ergeva la statua equestre di questultimo, finch non venne trasferita a qualche centinaio di metri di distanza di fronte al palazzo pontificio, e poi da Michelangelo, nel , sul Campidoglio.

Fra queste dimore, un vasto quadrato era occupato dai castra equitum singularium, la caserma delle guardie a cavallo imperiali.

Pu darsi che questo corpo abbia combattuto dalla parte sbagliata, quella di Massenzio; in ogni caso venne sciolto nel La caserma fu confiscata e rasa al suolo, il sito sgomberato venne interrato, e si costru la cattedrale lateranense, oggi San Storia dellarte Einaudi Richard Krautheimer Tre capitali cristiane Giovanni in Laterano.

I lavori ebbero inizio, ritengo, fin dalla primavera del ; la costruzione procedette rapidamente e la consecratio, il trasferimento del dono ex voto dallambito del profanum alla divinit, in questo caso Cristo, pu aver avuto luogo il 9 novembre , sei anni dopo la posa della prima pietra: periodo di costruzione ragionevolmente lungo, considerati i sei o sette anni che occorsero per completare le strutture e iniziare la decorazione della chiesa, assai pi grande di San Pietro.

Mettere la cattedrale del Laterano in condizioni di essere consacrata pot richiedere altri quattro anni6. Gli elementi oggi di spicco in San Giovanni in Laterano sono, senza dubbio, lattuale facciata settecentesca e linterno progettato e rimodellato da Borromini fra il e il una delle sue creazioni pi grandiose e pi raffinate.

Tuttavia, la chiesa costantiniana non venne affatto distrutta. Larghe porzioni ne sopravvivono sotto lattuale livello del pavimento o incorporate nella fabbrica borrominiana, e sono state tratte in luce in successive campagne di ricerca durante gli ultimi cinquantanni. Sono stati messi allo scoperto i muri di fondazione dellabside, della navata centrale e delle navate laterali, affondati fra le muraglie della caserma, che essi tagliano e attraversano ad una profondit di oltre 7 metri e 53; sono solidamente costruiti in larghi blocchi di pietra pesantemente cementati e dello spessore di 1 metro e Negli anni trenta vennero rinvenuti frammenti del pavimento della navata, composto di grandi lastre di marmo policromo; ci sono noti da fotografie.

Al di sopra del livello del suolo, parti di muraglia si ergono ancora per 8 metri e mezzo, costruite in pietrame e malta tra guaine di mattone opus caementicium ; includono resti delle finestre e delle porte delle navatelle. Inoltre, sono stati dissepolti numerosi frammenti sparsi, sia struttivi che decorativi, e tra i primi un Storia dellarte Einaudi 10 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane pennacchio proveniente da arcate di navata laterale.

Rilievi della chiesa quale sorgeva fino al , di mano dello stesso Borromini nella sua grafia precisa ed elegante, e dei suoi assistenti, nonch precedenti descrizioni, chiariscono ulteriormente la pianta, linterno e la decorazione della basilica costantiniana.

Due ali, forse depositi per le offerte, si proiettavano dalle navate laterali entro la zona del coro. Al coro conduceva un percorso rialzato racchiuso da transenne, una solea, per lingresso solenne del vescovo nella sua chiesa. Diciannove alte e snelle colonne trabeate sostenevano su ciascun lato le pareti della navata; una serie di quarantadue colonne in marmo verde scompartiva le navate laterali; le interne erano probabilmente pi alte di quelle esterne; e tutti e due gli elementi, navatelle e navata, erano illuminati da vaste finestre: un affresco dipinto nel , quantunque sia una ricostruzione e non dia affidamento su alcuni punti, trasmette 2.

Krautheimer e Corbett; disegno di J. Storia dellarte Einaudi 11 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane nondimeno limpressione dei colonnati snelli e della luce abbondante7. La decorazione era di uno splendido cromatismo: le colonne in granito rosso della navata centrale; quelle verdi delle navate laterali; il rivestimento marmoreo del sistema di archi delle navate laterali e forse delle pareti; il pavimento in marmo della navata centrale; un mosaico aniconico, a quanto sembra in pura foglia doro, nellabside; un fastigium dargento; uno schermo o baldacchino, sulla corda dellabside, che sosteneva statue, placcate in argento, di Cristo, angeli e apostoli, esempio notevolmente precoce di decorazione figurale di una chiesa; e candelieri e candelabri dargento e doro dovunque.

Dietro la chiesa venne eretto un battistero ottagonale, e nelle vicinanze si trov una residenza per il vescovo e la sua corte: pu trattarsi della dimora scoperta circa duecento metri dietro labside, oppure di una pi vicina alla facciata, donde egli poteva fare convenientemente il suo solenne ingresso nella cattedrale8.

Evidentemente la basilica del Laterano spezzava la tradizione edilizia che fino a quel momento era servita, e che per parecchio tempo ancora continu a servire, per il culto cristiano in tutto limpero: quella delle domus ecclesiae, centri comunitari, ovvero, come erano denominati a Roma, tituli.

Il pi noto, e di fatto lunico conosciuto a fondo sino ad oggi, quello trovato negli anni venti a Dura-Europo sulla frontiera dellEufrate: una piccola residenza adattata fin dal 23o d. Come quella di Dura, altre domus ecclesiae erano case di tipologia locale, acquistate dalle congregazioni o ad esse donate da membri facoltosi. Adattate il meglio possibile alla nuova funzione, ospitavano sotto un unico tetto una stanza di riunione per i servizi religiosi, camere per istruire i postulanti e i catecumeni, un battistero, uffici e alloggi per il clero, sgabuz- Storia dellarte Einaudi 12 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane zini per immagazzinarvi cibo e vesti per i poveri e, nella domus di una comunit ricca, una stanza di ricevimento per il vescovo.

Solo raramente, e in tarda data, una congregazione era in grado di possedere una sala apposita per le sole funzioni religiose, come a Roma, quella riscoperta presso San Crisogono in Trastevere, costruita presumibilmente intorno al sotto il regime tollerante di Massenzio.

Ma di norma le comunit cristiane, per tutto il iv secolo, continuarono a usare, acquisire e adattare alle proprie esigenze le case ordinarie, quando si rendessero disponibili: una piccola residenza urbana come a Dura; una sala a giardino di una casa elegante, quale quella ritrovata a Roma sotto San Pietro in Vincoli fig. In ogni caso, erano eminentemente private, di dimensioni modeste e di funzioni utilitarie Ricostruzione della casa della comunit cristiana domus ecclesiae a DuraEuropo.

Lampl, in base a C. Storia dellarte Einaudi 13 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane La cattedrale del Laterano era di specie diversa. Progettata unicamente per il culto, era assai vasta, potendo contenere tremila o pi fedeli; gli appartamenti per il clero, gli uffici e persino il battistero divennero corpi separati.

Cos isolata, la chiesa era monumentale, si levava alta sul proprio intorno come faceva ancora un centinaio danni fa; e per la dimensione, lo splendore e la stessa tipologia edilizia proclamava pi la propria condizione pubblica che quella privata Per la verit, mentre rompeva con la passata tradizione delledilizia cristiana, la cattedrale di Costantino era profondamente radicata nel filone maestro dellarchitettura pubblica romana.

La pianta, il progetto, la funzione generale si erano evoluti entro il genere della sala pubblica di assemblee, la basilica, quale, per molti secoli, si era diffusa in tutto il territorio romano con sempre nuove varianti di forma e di funzione: maneggi e bazar; ridotti di teatro e sale per ricevere i clienti, discutere di affari o amministrare la giustizia; sale di riunione per sette religiose; saloni di ricevimento nelle magioni dei grandi; aule dei magistrati; e sale dudienza imperiali, nelle quali il dio vivente si rivelava ai fedeli.

Tali basiliche potevano essere spartane come una palestra distruzione in un campo 4. Roma: ricostruzione della sala a giardino sottostante San Pietro in Vincoli.

Disegno di Leporini, da A. Colini e G. Matthiae, Ricerche intorno a S. Storia dellarte Einaudi 14 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane militare, o grandiose come la Basilica Ulpia di Traiano; a una sola navata o con navate laterali; oppure con tre, due, una o nessuna abside; con pareti nude o con colonne marmoree e parti dorate e splendenti in un opus sectile policromo: tutto in funzione della tradizione locale, della destinazione specifica e dei mezzi disponibili.

Le risonanze religiose, sempre inerenti alledilizia pubblica attraverso la presenza obbligata delleffigie di una divinit o dellimperatore, nel iv secolo avevano trasformato in santuario della Divina Maest la sala dudienza dellimperatore stesso, ove i suoi fedeli si raccoglievano per adorarlo.

Pertanto il tipo di queste sale dudienza rapidamente prevalse entro il genere globale della basilica: a navata unica, con absidi profusamente illuminate, risplendenti di marmi, pitture, mosaici e dorature: come testimoniano la sede del prefetto urbano sul Foro Romano e, a scala ancora maggiore, la sala dudienza di Costantino a Treviri, costruita solo pochi anni prima della cattedrale lateranense. Tale cattedrale, pertanto, in linea generale, altro non era se non unulteriore variante del genere della sala dassemblee, della basilica.

Nellambito di tale genere essa era stata adattata al suo compito specifico, al suo rango particolare in quanto dono di Costantino, e alla sua funzione di sala del trono del Re Celeste. Pertanto venne progettata in modo da corrispondere alle esigenze del rito cristiano quale veniva praticato a Roma, alle esigenze sia di rapida costruzione sia di opulento splendore che il donatore imponeva, e alla concezione di essere la sede del Cristo, Imperatore nei Cieli.

Dimpianto longitudinale, si focalizzava sullabside ove il vescovo, per cos dire il magistrato di Cristo, era sul trono e sullaltare ove, nel sacrificio della Messa, il Cristo si rivelava al Suo popolo. Poich nessuna sala a navata unica avrebbe potuto contenere un pubblico tanto vasto quale doveva raccogliersi nella cattedrale di Roma, la pianta Storia dellarte Einaudi 15 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane venne espansa lateralmente mediante le navate laterali gemelle.

Infine, la sua dimensione e magnificenza, lostentazione di dorature, mosaici, marmi, oro e argento, avrebbe proclamato la generosit e lopulenza del sublime donatore imperiale, lo status della Chiesa di cui egli era patrono e la grandezza del Cristo, che risiedeva in essa come supremo basileus. Invero sin dal i e dal ii secolo Cristo era stato concepito come Sovrano Onnipotente, Re e Imperatore.

Intorno al Eusebio, in formule prese a prestito dalla terminologia romana imperiale, lo proclamava Sovrano basileus dellUniverso, Supremo Legislatore, sempre vittorioso; la sua statua in maest, placcata in argento, in trono e sorvegliata da angeli portatori di lancia fronteggiava il vescovo seduto nellabside del Laterano, mentre la congregazione lo vedeva come maestro, fiancheggiato dagli apostoli; e, quasi un secolo pi tardi, il mosaico di Santa Pudenziana lo presenta come basileus in trono, con la mano levata nel gesto delladlocutio, vestito dellabito di porpora, tessuto doro, dellimperatore, e fiancheggiato dagli apostoli in abbigliamento senatoriale Agli occhi degli uomini del iv secolo, pertanto, la cattedrale lateranense e le altre chiese costantiniane rievocavano nel modo pi diretto, entro il genere della basilica, le sale dudienza imperiali e, oltre a esse, i palazzi imperiali in genere Implicitamente, pertanto, le chiese costantiniane rivendicavano uno status ufficiale.

Nel Costantino stesso, in una lettera a Macario vescovo di Gerusalemme, sottolineava tale pretesa: la chiesa del Santo Sepolcro doveva essere non soltanto, tra le basiliche, la pi bella di qualsiasi altra, ma tale che ledificio superi le bellezze, sotto ogni rispetto, di qualsiasi citt Di fatto, tutte le chiese costruite da lui e dalle dame della casa imperiale a Roma nei circa quindici anni successivi alla sua conquista della citt aspiravano implicitamente Storia dellarte Einaudi 16 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane a rango pubblico.

Tutte erano vaste. Tutte erano riccamente provviste di suppellettili preziose. Tutte erano profusamente sovvenzionate; i loro proventi per la sola manutenzione totalizzavano circa venticinquemila solidi aurei Tutte, come la cattedrale lateranense, erano varianti di una tipologia eminentemente pubblica, la basilica.

Ma tutte differivano, sia per la funzione che per la pianta, da questultima, prima fondazione sacra di Costantino a Roma, e cos pure fra di loro. Sorgendo presso le catacombe che custodivano le tombe di san Lorenzo, di santAgnese, dei santi Marcellino e Pietro Diacono, e sopra un sacrario che commemorava gli apostoli Pietro e Paolo ad catacumbas oggi San Sebastiano , servivano come cimiteri coperti e sale per banchetti funebri; a pianta longitudinale, col pavimento tappezzato di tombe, con le navate laterali che avvolgevano labside a mo di deambulatorio, spesso con mausolei che vi si affollavano intorno; pu servirne di esempio San Lorenzo fuori le Mura fig.

Talvolta si collegavano ad un 5. Roma: ricostruzione del cimitero coperto e della camera catacombale di San Lorenzo fuori le Mura. Krautheimer e Frankl; disegno di W. Storia dellarte Einaudi 17 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane mausoleo imperiale: nel caso di SantAgnese a quello della figlia di Costantino, Costantina, oggi Santa Costanza; per i Santi Marcellino e Pietro a quello di Elena, probabilmente inizialmente di Costantino, ceduto alla madre una volta che egli si fu trasferito a Costantinopoli.

San Pietro, nel combinare la funzione del sacrario di un martire con quella di unaula funeraria, era provvista di due navate laterali gemelle che fiancheggiavano quella principale, e di un basso transetto e abside per coprire la tomba dellapostolo; i resti della navata hanno offerto, fino allinizio del xvii secolo, unidea della dimensione e della monumentalit delledificio sacro costantiniano.

In Santa Croce in Gerusalemme, su ununica navata si estendevano due serie di arcate triple: queste ultime inserite quando, probabilmente allinizio degli anni venti del iv secolo, una sala del iii secolo nel palazzo Sessorio venne trasformata in chiesa di palazzo dellimperatrice madre e della sua corte; una reliquia della Vera Croce, forse da lei acquistata nella sua visita in Terra Santa del , era custodita o nella chiesa vera e propria o in un ambiente adiacente, sotto un baldacchino che, com stato di recente suggerito, copiava quello collocato da Costantino sul Sepolcro di Cristo a Gerusalemme fig.

Tutte queste chiese, pertanto, sorgevano su lotti appartenenti alla res privata, che, nei secoli, si era venuta accumulando, come patrimonio personale, nelle mani degli imperatori: San Lorenzo sullAger Veranus lungo la Via Tiburtina, propriet imperiale sin dai tempi di Lucio Vero morto nel ; SantAgnese sui terreni della villa della figlia di Costantino Costantina Costanza , sulla Via Nomentana; i Santi Marcellino e Pietro nella tenuta ad duas lauros, sulla Via Labicana, di Elena; ledificio ad catacumbas, San Sebastiano, lungo lAppia, su un terreno lasciato in eredit, si suppone, da Erode Attico al patrimonio privato imperiale; San Pietro negli Orti Neroniani oltre Tevere, non lontano da un ramo della Via Storia dellarte Einaudi 18 Richard Krautheimer Tre capitali cristiane Cassia; infine Santa Croce entro il palazzo Sessorio.

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Krautheimer-Due Capitali Cristiane: Roma e Milano

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Tre capitali cristiane. Topografia e politica

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